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Il romanzo popolare musicato. Antonio Gramsci e la musica

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Il romanzo popolare musicato. Antonio Gramsci e la musica

Il libro ripercorre il complesso delle esperienze musicali di Antonio Gramsci: dall'infanzia al liceo (periodi in cui emerge una conoscenza della musica popolare sarda anche sul piano dell'esecuzione), dagli anni torinesi al periodo Russia-Vienna-Roma, sino all'acutissima riflessione sul melodramma italiano come corrispettivo del romanzo popolare nazionale europeo, in particolare quello "alto" (Dickens, Balzac, i russi…) e in specie per ciò che riguarda Verdi (apprezzato da Gramsci, insieme a Wagner). Le principali esperienze musicali Gramsci le fece a Torino, lasciandone traccia in vari articoli pubblicati su l'Avanti! nel periodo 1916-1918; articoli perlopiù non firmati, e perciò il saggio affronta anche questioni attributive. Nei suoi scritti musicali, il grande intellettuale tratta di operetta, opera lirica e concerti. Todde esamina a fondo questa pubblicistica e, con erudizione spigliata ed elegante, ricostruisce, fin dove possibile, anche i cast delle varie esecuzioni di cui gli articoli si occupano, dando notizie degli interpreti. Inizia a emergere in questa produzione l'idea del melodramma italiano come "romanzo popolare musicato", e si può affermare che senza le esperienze musicali torinesi difficilmente Gramsci avrebbe potuto maturare il concetto sinteticamente quanto acutamente espresso nei Quaderni del carcere sul melodramma italiano. Todde effettua quindi un excursus sulla presenza dell'opera lirica nei Quaderni, completando il vivace quadro della cultura musicale gramsciana che questo volume ha il pregio di restituire con rara competenza.
Il libro ripercorre il complesso delle esperienze musicali di Antonio Gramsci: dall'infanzia al liceo (periodi in cui emerge una conoscenza della musica popolare sarda anche sul piano dell'esecuzione), dagli anni torinesi al periodo Russia-Vienna-Roma, sino all'acutissima riflessione sul melodramma italiano come corrispettivo del romanzo popolare nazionale europeo, in particolare quello "alto" (Dickens, Balzac, i russi…) e in specie per ciò che riguarda Verdi (apprezzato da Gramsci, insieme a Wagner). Le principali esperienze musicali Gramsci le fece a Torino, lasciandone traccia in vari articoli pubblicati su l'Avanti! nel periodo 1916-1918; articoli perlopiù non firmati, e perciò il saggio affronta anche questioni attributive. Nei suoi scritti musicali, il grande intellettuale tratta di operetta, opera lirica e concerti. Todde esamina a fondo questa pubblicistica e, con erudizione spigliata ed elegante, ricostruisce, fin dove possibile, anche i cast delle varie esecuzioni di cui gli articoli si occupano, dando notizie degli interpreti. Inizia a emergere in questa produzione l'idea del melodramma italiano come "romanzo popolare musicato", e si può affermare che senza le esperienze musicali torinesi difficilmente Gramsci avrebbe potuto maturare il concetto sinteticamente quanto acutamente espresso nei Quaderni del carcere sul melodramma italiano. Todde effettua quindi un excursus sulla presenza dell'opera lirica nei Quaderni, completando il vivace quadro della cultura musicale gramsciana che questo volume ha il pregio di restituire con rara competenza.
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Il libro ripercorre il complesso delle esperienze musicali di Antonio Gramsci: dall'infanzia al liceo (periodi in cui emerge una conoscenza della musica popolare sarda anche sul piano dell'esecuzione), dagli anni torinesi al periodo Russia-Vienna-Roma, sino all'acutissima riflessione sul melodramma italiano come corrispettivo del romanzo popolare nazionale europeo, in particolare quello "alto" (Dickens, Balzac, i russi…) e in specie per ciò che riguarda Verdi (apprezzato da Gramsci, insieme a Wagner). Le principali esperienze musicali Gramsci le fece a Torino, lasciandone traccia in vari articoli pubblicati su l'Avanti! nel periodo 1916-1918; articoli perlopiù non firmati, e perciò il saggio affronta anche questioni attributive. Nei suoi scritti musicali, il grande intellettuale tratta di operetta, opera lirica e concerti. Todde esamina a fondo questa pubblicistica e, con erudizione spigliata ed elegante, ricostruisce, fin dove possibile, anche i cast delle varie esecuzioni di cui gli articoli si occupano, dando notizie degli interpreti. Inizia a emergere in questa produzione l'idea del melodramma italiano come "romanzo popolare musicato", e si può affermare che senza le esperienze musicali torinesi difficilmente Gramsci avrebbe potuto maturare il concetto sinteticamente quanto acutamente espresso nei Quaderni del carcere sul melodramma italiano. Todde effettua quindi un excursus sulla presenza dell'opera lirica nei Quaderni, completando il vivace quadro della cultura musicale gramsciana che questo volume ha il pregio di restituire con rara competenza.

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