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Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa

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Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa

La storia della letteratura è costellata di vite salvate dalla poesia. Quelle degli autori stessi, che hanno superato dolori e avversità tramite la scrittura delle proprie opere. Quelle dei lettori, che nei versi hanno trovato risonanza e conforto, un aiuto per affrontare le difficoltà quotidiane. Amelia Rosselli scriveva per sfuggire alla morte. Ghiannis Ritsos per cantare – e sognare – una libertà proibita dal regime. Alda Merini per sopravvivere all’internamento manicomiale. Giuseppe Ungaretti per trovare una patria, Pablo Neruda per amore e per il riscatto dei popoli, Giovanni Pascoli per preservare la memoria – anche dell’omicidio di suo padre. Per Charles Bukowski la poesia è combattimento, per Sibilla Aleramo è urgenza, per Alfonso Guida è una simbolica terra di approdo. Le loro storie e le altre contenute in questo libro sono come specchi che riflettono i nostri stessi dubbi, traumi, paure: tutti quei sentimenti che ci prendono alla gola e non ci danno scampo, finché non troviamo una via che ci liberi. Questa via è la poesia: la loro, la nostra. Emilio Fabio Torsello e Mara Sabia, che grazie ai versi amati, recitati, fanno vivere una comunità animata e appassionata, raccolgono storie e parole di autrici e autori che hanno attraversato la loro esperienza e ce le offrono come un’occasione per riflettere non solo sulla letteratura ma su noi stessi, sul nostro bisogno di poesia e di rinascita. Perché come scriveva il giovane Emil Cioran: «La creazione è una temporanea salvezza dagli artigli della morte».
La storia della letteratura è costellata di vite salvate dalla poesia. Quelle degli autori stessi, che hanno superato dolori e avversità tramite la scrittura delle proprie opere. Quelle dei lettori, che nei versi hanno trovato risonanza e conforto, un aiuto per affrontare le difficoltà quotidiane. Amelia Rosselli scriveva per sfuggire alla morte. Ghiannis Ritsos per cantare – e sognare – una libertà proibita dal regime. Alda Merini per sopravvivere all’internamento manicomiale. Giuseppe Ungaretti per trovare una patria, Pablo Neruda per amore e per il riscatto dei popoli, Giovanni Pascoli per preservare la memoria – anche dell’omicidio di suo padre. Per Charles Bukowski la poesia è combattimento, per Sibilla Aleramo è urgenza, per Alfonso Guida è una simbolica terra di approdo. Le loro storie e le altre contenute in questo libro sono come specchi che riflettono i nostri stessi dubbi, traumi, paure: tutti quei sentimenti che ci prendono alla gola e non ci danno scampo, finché non troviamo una via che ci liberi. Questa via è la poesia: la loro, la nostra. Emilio Fabio Torsello e Mara Sabia, che grazie ai versi amati, recitati, fanno vivere una comunità animata e appassionata, raccolgono storie e parole di autrici e autori che hanno attraversato la loro esperienza e ce le offrono come un’occasione per riflettere non solo sulla letteratura ma su noi stessi, sul nostro bisogno di poesia e di rinascita. Perché come scriveva il giovane Emil Cioran: «La creazione è una temporanea salvezza dagli artigli della morte».
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La storia della letteratura è costellata di vite salvate dalla poesia. Quelle degli autori stessi, che hanno superato dolori e avversità tramite la scrittura delle proprie opere. Quelle dei lettori, che nei versi hanno trovato risonanza e conforto, un aiuto per affrontare le difficoltà quotidiane. Amelia Rosselli scriveva per sfuggire alla morte. Ghiannis Ritsos per cantare – e sognare – una libertà proibita dal regime. Alda Merini per sopravvivere all’internamento manicomiale. Giuseppe Ungaretti per trovare una patria, Pablo Neruda per amore e per il riscatto dei popoli, Giovanni Pascoli per preservare la memoria – anche dell’omicidio di suo padre. Per Charles Bukowski la poesia è combattimento, per Sibilla Aleramo è urgenza, per Alfonso Guida è una simbolica terra di approdo. Le loro storie e le altre contenute in questo libro sono come specchi che riflettono i nostri stessi dubbi, traumi, paure: tutti quei sentimenti che ci prendono alla gola e non ci danno scampo, finché non troviamo una via che ci liberi. Questa via è la poesia: la loro, la nostra. Emilio Fabio Torsello e Mara Sabia, che grazie ai versi amati, recitati, fanno vivere una comunità animata e appassionata, raccolgono storie e parole di autrici e autori che hanno attraversato la loro esperienza e ce le offrono come un’occasione per riflettere non solo sulla letteratura ma su noi stessi, sul nostro bisogno di poesia e di rinascita. Perché come scriveva il giovane Emil Cioran: «La creazione è una temporanea salvezza dagli artigli della morte».

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